Esto es una Revolución

giovedì, giugno 08, 2006

Ucciso Al Zarqawi

La notizia è di poche ore fa, ma è stata già confermata: Al Zarqawi, capo di Al Qaeda in Iraq, è stato ucciso.

La sua casa è stata bombardata dall'esercito Usa e questa volta non è riuscito a salvarsi. La notizia è stata confermata anche dal primo ministro iracheno Al Maliki che afferma: "Lo abbiamo eliminato". Finalmente un duro colpo ai terroristi e finalmente qualcosa di buono da parte dell'esercito Usa. E' stato un peccato non poterlo prendere vivo ma purtroppo non si può avere tutto.

lunedì, giugno 05, 2006

Ennessimo attentato

Circa dieci minuti fa si è verificato l'ennessimo attentato alla base italiana di Nassiriya. Per adesso le notize sono frammentarie ma è sicuro che c'è stata una vittima e un altro militare ferito, è gravissimo.

Ora gli attentati si concentreranno, usano questa tattica perchè il nuovo governo è disposto ad andarsene, ma non per questo dobbiamo far saltare tutti i piani e scappare, andranno rispettati i piani prestabiliti. L'Italia non deve dare l'immagine di una nazione debole ma neanche di una nazione occupante.

giovedì, giugno 01, 2006

Una quasi vittoria

L'elezioni amministrative si sono concluse e i risultati sono stati confermati. Il segnale più forte che ci viene inviato da questo turno elettorale è che Berlusconi non ha avuto la rivincita.

Anzi, la sinistra avanzi nelle sue roccaforti, che poi non erano così tanto sicure, e rosicchia nelle roccaforti dell'avversario. Se la partita di Milano si fosse conclusa in un altro mondo, con un ballottaggio o una vittoria a sorpresa del centrosinistra, sarebbe stata la fine del berlusconismo. Un ko che avrebbe portato gravi ripercussioni della Casa delle libertà.
Questo badate bene non è nè una vittoria nè una test sul nuovo governo, ma resta comunque un indice della situazione italiana e può essere benissimo dichiarata una quasi vittoria.

Il pensiero arriva sempre la

Il pensiero arriva sempre negli stessi posti, da tantissimi anni i luoghi del dolore sono quelli e purtroppo nel giro di due anni se n'è creato un altro. L'Indonesia, prima vittima dello Tsunami, pochi giorni fa è stata ricolpita da un terribile terremoto che ha fatto più di seimila morti.

Le Onlus e le nazioni di tutto il globo, secondo il mio modestissimo parere, oltre a inviare soldi e cibo che servono sempre, dovrebbero cominciare a ricostruire le casedi questa povera gente rispettando le leggi antisismiche. Queste stragi nascono dalla povertà, dove con una minima scossa la casa crolla e un'intera famiglia muore. Serve un aiuto concreto per salvargli la vita.